IMAGOTHECA - Digital libraryIMAGOTHECA - Digital libraryPer saperne di più su IMAGOTHECARealizzazione Gruppo Markonet
     










IMAGOTHECA è una iniziativa del gruppo Markonet, in collaborazione con L'Istituto Nazionale della Grafica e l'ENEA, che realizza una digital library per la gestione e la condivisione - attraverso paradigmi di cooperazione applicativa - di collezioni digitali a partire da archivi pre-esistenti e la loro pubblicazione su un portale web e, potenzialmente, su altri media, come le mobile application per telefoni di nuova generazione; l'operatività è caratterizzata da varie modalità di interazione e interrogazione user friendly e web 2.0, che consentono all'utente finale di organizzare itinerari e percorsi artistico-culturali personali su determinati territori (inizialmente di Roma e del Lazio), incentivando, in questo modo, sia la visita e la scoperta dei luoghi, sia il riuso e la valorizzazione di patrimoni informativi pubblici esistenti, attualmente il più delle volte sconosciuti e sottoutilizzati. Obiettivo finale è la commercializzazione, via marketplace, delle immagini rraccolte nella digital library e la stampa delle stesse, con criteri altamente qualitativi, per repliche decorative.


IMAGOTHECA muove dall'analisi della realtà attuale nell'ambito dei beni culturali.
Da una parte si rileva l'esistenza di una notevole quantità di materiali disponibili in formato digitale, frutto di precedenti lavori di catalogazione e archiviazione da parte di numerosi enti e istituzioni, dall'altra invece si denotano, nella maggior parte dei casi, la scarsa visibilità e il mancato sfruttamento dell'ingente patrimonio informativo disponibile a fini di marketing turistico-culturale e per i relativi servizi a valore aggiunto.
L'iniziativa ambiziosamente si propone di colmare questa lacuna: IMAGOTHECA è infatti finalizzato alla progettazione e allo sviluppo di un sistema per la raccolta e la condivisione di collezioni digitali (immagini, ma anche video, testi, ecc.) per la promozione dei beni culturali e del territorio di riferimento.

IMAGOTHECA non deve essere concepita come una collezione digitale dotata di strumenti di gestione dell'informazione, bensì come uno spazio per condividere collezioni e servizi a supporto dell'intero ciclo di vita del contenuto digitale, creazione, uso, preservazione di dati, informazione e conoscenza.
In breve, IMAGOTHECA si propone di creare un innovativo modello di promozione territoriale attraverso l'implementazione una digital library in grado di condividere da e verso fonti esterne collezioni digitali preesistenti relative a specifiche aree teritoriali (altre collezioni digitali esistenti a livello nazionale e internazionale che riguardano il territorio laziale) e attraverso la successiva creazione di un portale web con strumenti di condivisione web 2.0 atte ad ospitarle e ad agevolare la personalizzazione delle informazioni da parte degli utenti.
Il progetto prevede come sua parte integrante la sperimentazione del sistema in un pilota, rappresentato dalle preziose collezioni dell'Istituto Nazionale della Grafica, da cui sarà opportunamente selezionato un campione di dati e immagini relativi a opere rappresentativo sia qualitativamente, per offrire una varietà dei contenuti oggetto della sperimentazione, che quantitativamente, per garantire un testing efficace su una base statistica significativa.
L'Istituto Nazionale della Grafica si offre come caso di per sé esemplare per tale sperimentazione: senza voler considerare l'inestimabile valore del suo patrimonio, l'Istituto possiede infatti uno dei maggiori e più completi esempi di collezioni già digitalizzate, catalogate e fruibili sul web (la pubblicazione è prevista per metà settembre) e rappresenta pertanto un punto di partenza ottimale per un progetto che si propone di valorizzare e mettere a sistema l'esistente, per garantirne modalità di fruizione diversificate, di penetrante efficacia, condivisibili.
Occorre tuttavia sottolineare che IMAGOTHECA, pur avendo come suo campo di testing sperimentale le collezioni digitali dell'ING, intende proporsi come sistema per la condivisione dei dati digitali culturali che ha i requisiti per gestire realtà istituzionali che detengono patrimoni informativi digitali meno ricchi e strutturati.

Il sistema implementato per il progetto sarà rappresentato da un framework tecnologico integrato per l'aggregazione, integrazione, pubblicazione e potenziale commercializzazione delle risorse digitali, con le seguenti funzionalità:
- condivisione di collezioni digitali da/verso archivi esterni pre-esistenti;
- pubblicazione di tali collezioni digitali di archivi pre-esistenti su web sia per itinerari predefiniti (es. per luogo/territorio, cronologia, personaggi, eventi, iconografia, ecc.) che per itinerari personalizzati creati dall'utente;
- tagging e condivisione dei contenuti in ottica web 2.0;
- pubblicazione dei medesimi in prospettiva su device emergenti quali i telefoni cellulari di ultima generazione (smartphone);
- possibilità di gestire acquisti on line, da attivare evidentemente solo a valle di accordi specifici.
I requisiti così delineati identificano la necessità di realizzare un sistema in grado di gestire collezioni di oggetti digitali, ossia oggetti complessi costituti da file e metadati, logicamente collegati e identificabili come un oggetto unitario.
Tali oggetti dovranno essere poi essere resi condivisibili con meccanismi di cooperazione applicativa e pubblicati su web e su altri canali, una volta raccolti e integrati, in un portale pilota.
Alla luce di queste considerazioni il sistema sarà composto pertanto delle seguenti parti:
1. digital library (DL) per la raccolta, gestione e erogazione a soggetti terzi interessati delle risorse digitali
2. sistema di delivery per la comunicazione, valorizzazione, fruizione e condivisione delle risorse digitali integrate nella DL, attraverso il web
3. sistema per la commercializzazione del patrimonio informativo oppure eventuale integrazione con i sistemi già disponibili allo scopo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Importante aspetto che deve essere considerato concerne lo stato dell'arte del commercio elettronico.
Lo scenario internazionale dimostra come l'e-commerce svolge un ruolo di vero accelleratore per le economie nelle quali ha avuto il suo maggior sviluppo, costituendo un fattore di progresso irrinunciabile. Purtroppo le opportunità che offre il commercio elettronico non sono ancora riconosciute pienamente, poiché ancora si rimane fortemente legati ad un approccio di vendita tradizionale, e dai consumatori, restii a questa modalità di acquisto.
Le principali resistenze alle compere on-line risiedono soprattutto nell'insicurezza delle transazioni economiche e nell'impossibilità di "tastare con mano" ciò che si sta acquistando. Ma il mancato sfruttamento di queste potenzialità, il ritardo con cui si attiveranno forme di vendita e acquisto elettronico, produrrà nel breve e medio periodo effettivi negativi sulla competitività del nostro Paese.

L'innovatività di IMAGOTHECA si misura rispetto alle potenzialità di penetrazione nel mercato della domanda, rappresentato dai soggetti preposti alla gestione e alla fruizione del patrimonio disponibile.
Si tratta di un bacino estremamente ampio: secondo stime recenti di PriceWaterhouseCoopers elaborate per Confindustria, in Italia sono presenti 5.500 tra musei, monumenti ed aree archeologiche, che rappresentano altrettanti potenziali clienti della piattaforma IMAGOTHECA.
Allo stato attuale tale potenziale bacino di utenti risulta privo di soluzioni per la condivisione dei dati sul proprio patrimonio, similari a quella del presente progetto.
Il rapporto "Arte, turismo culturale e indotto economico" stimatizza la straordinaria ricchezza del patrimonio artistico-culturale italiano rispetto ai principali competitor europei e le opportunità derivanti dal settore dell'arte come fonte di generazione di valore per l'industria culturale e per il turismo culturale, nonché per l'economia italiana nel suo complesso.
L'analisi rivela che il nostro Paese può sviluppare un vantaggio competitivo sostenibile nei settori legati alla valorizzazione del patrimonio storico, artistico e culturale. Questo tema assume maggiore importanza ed incisività se si pensa che l'Italia è un immenso museo all'aperto.
Tuttavia, nonostante l'assoluto primato a livello mondiale detenuto dall'Italia per il proprio patrimonio, il RAC, l'indice relativo al ritorno economico degli asset culturali sui siti Unesco, mostra come gli Stati Uniti, con la metà dei siti rispetto all'Italia, hanno un ritorno commerciale pari a 7 volte quello italiano (160 milioni di Euro contro i nostri 21 milioni).
Le stime degli analisti PwC indicano che il settore culturale e creativo in Italia raggiunge solo il 2,6% del PIL nazionale (pari a circa 40 miliardi di Euro), rispetto al 3,8% di UK (circa 73 miliardi di Euro) e 3,4% della Francia (circa 64 miliardi di Euro).
Risultano evidenti il gap competitivo e la scarsa capacità di sviluppare le potenzialità dell'immenso patrimonio culturale del territorio italiano, anche per una sorta di "pregiudizio ideologico" della politica nell'instaurare un proficuo rapporto pubblico-privato. Inoltre, nelle stesse istituzioni pubbliche preposte ai beni culturali, resiste, con lodevoli eccezioni, una radicata convinzione che il fine quasi unico non possa che essere quello della conservazione e del restauro dei beni, piuttosto che quello della valorizzazione in termini di migliore fruibilità.
Sono identificabili molte possibili opzioni strategiche di rilancio, tra cui:
1. lo sviluppo della fruizione museale e in generale del patrimonio culturale, in particolare puntando sul merchandising, che presenta un trend positivo di crescita anche se solo il 24% dei siti statali possiede al suo interno un bookshop, bassi anche i conversion rate e i ticket medi
2. un piano di sviluppo del settore del turismo culturale, che oggi pesa il 33% circa del totale turismo, al fine di incentivare e rivalutare il patrimonio artistico nazionale e svilupparne l'indotto collegato.
3. l'applicazione di nuove tecnologie a supporto della cultura lungo tutta la catena del valore.
Infine, un ulteriore formidabile valore aggiunto del nostro patrimonio culturale è rappresentato dal forte e inscindibile legame con il territorio, solo però se si riesce a collegare il bene culturale con il contesto in cui si colloca (che spesso vanta altre risorse, di tipo paesaggistico, di tradizioni e, perché no, di enogastronomia) e ad avere una visione complessiva attenta anche al sistema di infrastrutture e servizi legati all'accoglienza.

 
IMAGOTHECA - progettazione e sviluppo di un sistema per la raccolta e la condivisione di collezioni digitali - immagini, video, testi
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